

Diamante
Etimologia: lat. "àdamas, adamàntem"
La struttura ottaedrica degli atomi di carbonio che compongono i diamanti rende uniche queste pietre, per via dei modi in cui si lasciano attraversare o riflettono la luce visibile. Nonostante gli antichi non conoscessero le rarissime condizioni chimico-fisiche necessarie alla formazione di questo reticolo cristallino, il diamante suscita da sempre una misteriosa attrazione sull'occhio umano. Tutt'oggi visto come simbolo di purezza e perfezione, ai diamanti furono attribuite proprietà magiche fin dai tempi del sanscrito e del Buddhismo. Il carato (ct.) è l'unita di misura del peso delle pietre preziose; l'etimologia di "carato" va cercata ancora una volta nell'antichità: i semi di carrubo hanno curiosamente un peso estremamente calibrato, che di pochhissimo varia di seme in seme, peculiarità che li rendeva perfetti come unità campione per una misura precisa e universale nei diversi luoghi. I diamanti che vengono utilizzati nell'industria vengono oggi realizzati in laboratorio oppure sono scarti di tagli naturali, ma quelli utilizzati nell'oreficeria sono naturali e accompagnati da un certificato di garanzia e qualità (a discrezione del commerciante). I diamanti neri o di altri colori vengono solitamente ottenuti con trattamenti chimici sulle pietre naturali. La raffinata arte del taglio del diamante grezzo oggi si avvale di potenti e precisi laser, e a seconda del "taglio" il cristallo assume diverse caratteristiche di lucentezza e diversi riflessi.