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Filigrana Sarda

 

Etimologia: lat. "filum", "granum"

 

Anticamente utilizzata per realizzare cestini e sedie intrecciati, in oreficeria è la tecnica di lavorazione ad intreccio di sottili fili d'oro e/o d'argento, successivamente fissati ad un supporto (sempre in materiale prezioso) allo scopo di creare un elegangte traforo. L'abbondanza di miniere (soprattutto argentifere) in Sardegna ha donato all'isola un'antica tradizione tramandata di generazione in generazione. Oggi la sempre meno praticata arte del filigranista è rimasta immutata: competenza esclusiva di artigiani estremamente esperti e specializzati, non prevede l'utilizzo di alcuno strumento metallico, il quale rovinerebbe la superficie riflettente dei fili che compongono gli intrecci. Nelle famiglie sarde i gioielli in filigrana acquistati, scambiati o ricevuti in dono nelle varie ricorrennze costituivano una parte consistente della ricchezza della famiglia stessa, e venivano tramandati di madre in figlia. Una delle forme più ricorrenti nella filigrana sarda è la "corbula", realizzata con la stessa tecnica dell'omonimo cestino sardo intrecciato.


 

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